WHAT I LEARNED

Aprile. Non che sia già tempo di bilanci, ma se è vero, come è vero, che l’anno non comincia a gennaio ma a settembre, e non finisce a dicembre ma ad agosto, allora questo mi sembra un buon momento per fermarsi un attimo. Dar fiato ai polmoni. Controllare se il sentiero scelto ci stia portando dritti verso la meta, o lungo un’inutile deviazione. Se cominciamo a scorgere la destinazione, o se quella che abbiamo intrapreso è una strada senza uscita. Perché se c’è una cosa che ho imparato, è che non è mai un brutto momento per decidere di intraprendere un nuovo percorso.

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Certo, probabilmente se chiedessimo a Sisifo com’è spingere un masso su per una montagna solo per dover poi ricominciare tutto da capo, non ne parlerebbe con entusiasmo. Ma c’è comunque qualcosa di romantico, di eccitante, nel cominciare una nuova piccola/grande avventura.
In qualsiasi cosa abbiate voglia di imbarcarvi, se l’avete desiderata a lungo, se ci avete riflettuto per bene, ponderato i pro e contro, e ne avete ancora voglia, beh, probabilmente ne vale la pena.

Ci sono una marea di cose che dobbiamo fare per forza. Impegni che non possiamo evitare. Appuntamenti cui non possiamo mancare. Inviti che non possiamo declinare. E di sicuro ci sono una marea di cose che sfuggono al nostro controllo. Che per quanta dedizione impieghiamo, semplicemente non possiamo gestire. Ma ci sono anche molte altre cose che possiamo dominare. Persone che possiamo scegliere. Decisioni che possiamo prendere. Attività che possiamo svolgere.

E allora eccoci pronti a mettere a punto la nostra piccola ricetta per una vita più serena. Su misura, di ciascuno di noi. Perché tolti tutti gli obblighi e i doveri, c’è un mondo di possibilità, di alternative a nostra disposizione. Dobbiamo solo capire cosa faccia più al caso nostro.

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Potreste rimaner sorpresi nello scoprire quanta immensa gioia possano arrecare gesti minuscoli. Quanta gentilezza possa promanare da perfetti sconosciuti. Quanto piacere possa arrecare rimboccarsi le coperte la sera distrutti, ma consapevoli di aver fatto il proprio “dovere”, e anche il “piacere”. Basta organizzarsi. Molte cose sembrano impossibili alla nostra mente solo perché offuscata dalla pigrizia, o peggio, dalla mancanza di forza di volontà. Usate l’immaginazione. Usate l’ingegno. Non fermatevi finché fermarvi non sarà l’unica alternativa possibile.

La vita non ci dà sempre le cose come le vogliamo, a volte non ce le dà affatto, a volte dobbiamo solo andarcele a prendere.

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BEST THAT I CAN

“Say I don’t look much like a lover
Doesn’t mean that I won’t try
Set your world on fire every once in awhile
We lie on the kitchen floor
Hot air rises and it’s going to be hot as hell here soon
We are going to need some relief

Sick of leaving things half done, leaving things half said
Sick of leaving things half done, leaving things half said

Oh
I am
I am trying
The best that I can
I am
I am trying”

VOGLIO UN MONDO ALL’ALTEZZA DEI SOGNI CHE HO

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L’altro giorno, mentre stavo riflettendo su quanto fosse interessante l’esame di aramaico che stavo studiando, come prego? Non era aramaico? Economia, dite? Ah, chiedo scusa, non avevo capito.
Ricomincio.
L’altro giorno, mentre stavo riflettendo su quanto fosse interessante e incomprensibile la materia d’esame che stavo studiando, ero lì che mi arrovellavo il cervello cercando di immaginare possibili strategie vincenti per battere la mia atavica ignoranza nei confronti di qualsiasi materia che si avvicini anche solo lontanamente alla matematica, quando ad un tratto eccola, la soluzione. Un lampo ha squarciato il cielo, un tuono ha rotto il silenzio, un’aura di luce ha illuminato me raggomitolata sulla fidata sedia Skruvsta Idhult bianco di Ikea, un profumo di fiori ha pervaso la stanza, ed io ho capitolato.
Siamo nel 2015, Samantha Cristoforetti ci twitta dallo spazio foto della Terra sfidandoci a capire che posti siano – che per me, che a stento localizzo le regioni d’Italia sulla cartina, potrebbe pure fotografare una macchia di succo d’arancia e spacciarla per il deserto del Sahara e ci crederei senza fare un plissè – possiamo vedere in streaming serie tv in contemporanea con il resto mondo, e cosa ancor più importante, possiamo fare shopping con un solo click dal caldo e coccoloso letto di casa nostra, e ancora non è possibile inserire informazioni nel nostro cervello tramite una pratica chiavetta Usb?
Pensate la comodità di andare in copisteria ed invece di chiedere la dispensa del libro da studiare, chiederne il File da inserire nella cartella “Esame sessione estiva” della nostra memoria a breve termine. O, per i più abbienti e diligenti di noi, recarsi in libreria e chiedere quel manuale costosissimo in versione Pdf, inserirlo nella suddetta cartella e taaac, memorizzato. Ovviamente queste informazioni del tutto inutili andrebbero nella Ram del cervello, perché invece nell’Hard Disk, nella memoria a lungo termine, nella parte del cervello dedicata al vero bagaglio culturale di ciascuno di noi, andrebbero memorizzate serie tv, programmi trash, testi di canzoni, frasi di libri, aforismi vari, assortimento di frasi in latino lette nei libri del liceo da sparare al momento opportuno per sembrare più colti, e chiaramente uno spazio speciale sarebbe dedicato alla memorizzazione automatica di conversazioni verbali e/o a mezzo What’s App per poter rinfacciare qualsiasi comportamento sgradito o spiacevole al malcapitato di turno.
Vi rendete conto di quanto tempo risparmieremmo?
Non ci sarebbe più bisogno di ripetere fino alla nausea nessun argomento, o leggere e rileggere le conversazioni fino a farsi incrociare gli occhi. Nuove tendenze moda? Prego, clicca qui per l’aggiornamento. Niente più notti insonni a ripensare a cose accadute, perché basterebbe staccare l’Usb relativa a tali ricordi. E niente più cattivi pensieri, grazie ad un Antivirus apposito. Avremmo molto più tempo per fare quello che ci piace davvero, cioè guardare più serie tv, più programmi trash, ascoltare più canzoni, leggere più libri, fare più shopping e, come dite, “farsi una vita”? Naaa. Meglio restare qui, su questo letto da cui sembra di poter tranquillamente governare il mondo, con il pc davanti, il cellulare a destra e il telecomando a sinistra, uscire solo per mostrare i vestiti e mortificare laggente che si veste male. E per fare gli esami ovviamente, che quelli è meglio farli vis à vis, almeno si impara a sfidare le proprie paure.