THE GOOD WIFE – TOO GOOD TO LAST

Sono sicura che abbiate trascorso queste ultime due settimane refreshando il blog e disperandovi nel non trovare nuovi post ma rieccomi qua, per servirvi.
Come i più saggi di voi sapranno – quelli cioè che mi seguono su Twitter, ma anche su InstagramPinterest, Facebook, in tutti i luoghi e in tutti i laghi [momento marchetta] – in materia di gestione del tempo so il fatto mio. Ho gestito infatti il mio tempo, la scorsa settimana per l’esattezza, tutta-interamente-notte e giorno-h24-senza sosta nè pudore, a guardare una serie tv: The Good Wife. 5240 minuti, 131 episodi, 6 stagioni, in poco più di una settimana, SÙ LE MAANIII!!
Grazie, grazie, sento i vostri applausi da qui.
Tutto tempo guadagnato, come è evidente, che ho ben investito partorendo la profonda riflessione che segue. THE GOOD WIFE Cara Alicia Florrick,
tu all’università avevi avuto la fortuna di incontrare il più dolce, devoto, disponibile e comprensivo uomo sulla faccia della terra, intelligente, simpatico e brillante al tempo stesso, e non ne avevi voluto sapere; ti piaceva un altro, te lo sei sposato, ci hai fatto i figli, eri felice, e mi sta bene.
Passano quindici anni, scoppia un casino, perdi tutto e da che trascorrevi le giornate a non far niente, ad “ascoltare il silenzio delle tre del pomeriggio” sorseggiando del vino, ti ritrovi a dover lavorare per vivere. Ma il gran culo che avevi avuto all’università non solo persiste, è più grosso, e ta-daa-n, ribecchi Will Gardner, il tizio gentile e brillante, cotto di te dai tempi di Georgetown. Lo sai, ne approfitti, e lui ti assume nel suo grande e famoso studio legale.
Ora Alicia, intendiamoci, siamo simili io e te e quindi ti capisco; timida, rigida, un po’ noiosetta, con la fissazione del non deludere le altrui aspettative, del fare la cosa giusta, lo schermarti dietro ragioni di opportunità e buona educazione per non far mai quello che vuoi ma esclusivamente quello che è più giusto fare, capisco tutto, davvero. Ma vuoi rispondere una dannata volta a quel telefono? Vuoi chiamare il servizio clienti e far staccare quella dannata segreteria? Perché Will è un po’ come noi, anche lui cerca sempre di non arrecare fastidio, di far la cosa giusta e blablabla, ma ogni tanto gli scatta l’intraprendenza e prova a dirtele le cose, ma tu niente.
Se ti chiama, non rispondi. Se ti viene a parlare, eludi il discorso. Ad ogni cosa rispondi con un “is complicated”, “you’re my boss”, “I need to work”, abbiamo capito, ma quel poveraccio che altro dovrebbe fare? Ha spinto per farti assumere, per tenerti lì, per farti far carriera, ti protegge ogni volta che può neanche fosse Berlusconi con la “nipote di Mubarak” e tu vuoi ancora stare con quel prepotente fedifrago di tuo marito? Che poi non l’hai mai visto Sex and the city? Non lo sai che Chris Noth per contratto fa solo parti di uomini ricchi, donnaioli e autoritari? E allora che ci fai ancora lì? Mollalo e va’ da Will, che ve la meritate un po’ di felicità.
Invece no. Pure quando finalmente ti decidi a stare con lui, innamoratissimo, che fa di tutto per non crearti problemi, tanto che ha timore a dire quanto ti ama per non complicarti la vita, che ti aspetta fremendo dalla voglia di sapere cosa vuoi dal futuro, perché lui vorrà esattamente ciò che vuoi tu, ti presenti lì e con un “I am sorry, it’s too much” chiudi tutto? Ma sei cretina? E gli scoppi pure a piangere addosso, e lui ti consola. Tu lo lasci e lui ti consola. Basta. Smettila di torturarlo.
E dacci un taglio anche con questa storia della povertà, “ho bisogno di lavorare”, “devo gestire tutto io”, e poi ti metti i tailleur di Escada o Alexander McQueen? Ci credo che hai problemi ad arrivare a fine mese. Vieni qua che ti faccio una spending review ché Renzi mi regala subito un Ministero.
Detto ciò, mi devi spiegare, cara Alicia, come è possibile che dopo cinque anni di tormenti, di frasi non dette, di cose non fatte, dopo tutto l’amore mai completamente espresso per Will, ti bastano pochi mesi per limonarti il tizio della campagna elettorale nel garage. Si lo so, la sparatoria ti ha cambiata, sei più consapevole di te stessa, va bene tutto. Ma qui si tratta di passare da un opposto all’altro, dalla padella alla brace, nonché dalle stelle alle stalle. Per cinque anni non ti è andato bene quel santo martire di Will e adesso ti butti sul primo fighetto che capita? E si, so anche che il patrimonio genetico dell’uno è migliore di quello dell’altro, ma vuoi davvero mettere a paragone Will con Johnny? Vuoi davvero dare una chance a questo tizio appena conosciuto dopo aver vissuto fianco a fianco col più garbato e interessante uomo della tua vita, nonché, ti ricordo, sedicesimo scapolo più ambito di Chicago?
E perché, Finn? Parliamo di Finn. Durante la sparatoria il tuo caro Finn si è nascosto, mentre Will ha cercato di fermare il ragazzo. Capisci la differenza? E poi, non lo vedi quant’è insipido e dimesso? A questo punto meglio tuo marito, almeno ti ci puoi fare una bella litigata come si deve.
Quanto a te, Logan Huntzberger, torna a Stars Hollow e riconquista Rory Gilmore (anche se non ti merita), ché queste manie di grandezza di Cary Agos non mi piacciono per niente. E no, Cary, tu e Alicia non sarete mai “i nuovi Will e Diane”. Il loro era un rapporto fra pari, due diverse forti personalità che si incontravano, e spesso scontravano, non senza qualche colpo basso, in un equilibrio complessivamente perfetto. Mentre tu, caro Cary, sei sempre un passo indietro rispetto ad Alicia, la dolce e timida Alicia che nel frattempo da Alice nel paese delle meraviglie si è trasformata nel sergente Hartman. Una specie di involuzione insomma, ma va beh.
E Diane, oh Diane, tu che sei buona e saggia, mantieni salde le redini dello studio chè se no sti ragazzini lo mandano in malora con il loro fare alla “siamo tutti fratelli” – fratelli un cavolo, c’è chi comanda e chi esegue – e infondi in tutti loro la grazia e l’eleganza che ti contraddistinguono, poi con calma quando hai un attimo inviami un sms col nome del tizio a cui devo vendere l’anima per invecchiare con il tuo fisico, ok? Grazie, sei un’amica.

Insomma, a me questa serie è piaciuta parecchio. Trovo ci sia un buon equilibrio fra ironia, dramma e realismo ma, devo dirlo, sarà infantile, io dalle serie tv voglio la speranza, voglio vedere i buoni trionfanti e i cattivi puniti, voglio la giustizia, voglio poter pensare che alle brave persone spetti un futuro roseo, quindi no, non accetto la slealtà di Alicia nei confronti di Will e non accetto soprattutto la sua fine che, oltre a farmi piangere tutte le mie lacrime, ha anche oggettivamente tolto ritmo alla serie stessa.
Will era il cuore pulsante di tutte le vicende, lo Yin, di cui Diane era lo Jang, e adesso senza di lui c’è solo una gran confusione e nessun mordente.
Too good to last. THE GOOD WIFE Will-and-Alicia-will-and-alicia-21516959-500-422 the-good-wife-will-gardner-and-alicia-florrick-elevator 2015-04-21 20.21.41 THE GOOD WIFE

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